Il Monumento Naturale della Caldara di Manziana

Dal parcheggio alla fine della discesa, poco prima del fabbricato del Centro Visite non più attivo entriamo nella Riserva dal passaggio pedonale.
Si percorre la carrareccia che costeggia prima la zona della Caldara e poi segue il torrente. Nella prima zona, a sinistra vegetazione a cespugli, ricca di Rosa Canina e a destra sul lieve pendio con un bel bosco di Cerri. Poi sulla destra altri Cerri, questi davvero imponenti con qualche esemplare secolare. Passiamo sui depositi di tufo ed altri materiali prodotti dalla attività del Vulcano Sabatino. Poco più avanti alla nostra sinistra un magnifico boschetto di Betulle, con il tronco in bianco e nero: è davvero strano trovare le Betulle in questa zona a pochi metri di quota.
Proseguendo sull’agevole sentiero, delimitato da una staccionata con legno di castagno bruciato dalle esalazioni sulfuree, incontriamo un bel fontanile addossato al pendio, necessario per gli animali al pascolo. Si ricopre spesso quasi completamente di lenticchie d’acqua e di farfalle dalle ali nere a puntini bianchi.

Più avanti sulla sinistra un piccolo cancello normalmente chiuso e subito una ripida discesa, coperta di foglie, a prova del nostro equilibrio. Poi un piccolo rustico ponticello in legno, piuttosto mal ridotto: sarà bene passare uno per volta, tenendoci verso uno dei bordi. Passati sull’altra sponda del torrente, osserviamo le acque scure in alcune zone, ma limpide e trasparenti in altre.
Ci inoltriamo nel vecchio castagneto, devastato nel 2018 da un vasto incendio. Alcuni esemplari sono sopravvissuti, insieme alle colonie di Fitolacca.
Si esce dal fitto bosco di vegetazione fluviale per risalire un sentiero poco definito piuttosto ripido che risale costeggiando la vegetazione sulla sinistra.
Arrivati ad una radura pianeggiante incontriamo, sempre sulla nostra sinistra un cancello in legno che possiamo a nostra scelta, scavalcare o attraversare.
Da qui si prosegue su una carrareccia molto definita, utilizzata dei mezzi per il taglio della legna. Spesso si incontrano grandi pozzanghere, quindi consigliamo scarponcini impermeabili e qualche busta di plastica per i tratti dove l’acqua è più profonda. Porteremo cesoie per i tratti spinosi, se costretti a passare ai lati con le fitte siepi.
Si piega poi sulla sinistra per un primo tratto in piano e poi una breve discesa, ma molto scoscesa che, in caso di piogge recenti potrebbe diventare molto scivolosa.
Al termine dalla discesa, costeggiando il torrente sulla nostra destra, torniamo quasi subito al piccolo ponte. Da qui si percorre indietro lo stesso sentiero dell’andata, fino ad entrare prima nel suggestivo bosco di betulle e poi in quello delle grandi querce, con grandi radure. Qui ci fermeremo per lo spuntino, seduti nella comoda area attrezzata.
Dopo la sosta ci si avvia finalmente verso la zona che ha dato il nome alla Riserva: una grande radura, dove la vegetazione dirada progressivamente con le specie più resistenti alle esalazioni solfuree, fino a scomparire del tutto.
Dappertutto bolle d’acqua, ora bianca, ora di colore celeste e gorgoglii: il respiro del grande vulcano non ancora del tutto inattivo.
Qui gli elementi di interesse sono così numerosi che meriterebbero un’altra visita, però già possiamo avvicinarci il più possibile, ma sempre in sicurezza, alla grande polla d’acqua ed alla zona con le sabbie mobili. Torniamo poi al parcheggio, distante poche centinaia di metri.

Punto d'incontro
Organizzata da
Associazioni

Sentiero Verde

Svolta da
Associativo

Fabio Piferi

Info
Data Inizio 12 Novembre 2023
Luogo Manziana
Tipologia di escursione Trekking